
“Through our collective observations and the simple act of listening, we hope to provide participants with a moment of global shared empathy and a means of connection”
Yuri Suzuki e il Dallas Museum of Art *
Una situazione ambientale così peculiare, come quella che si è generata tra marzo e maggio 2020, non poteva che stimolare progetti artistici di restituzione di questa anomalia.
Le strade e le piazze vuote, le persone bloccate nelle proprie abitazioni non generano però solo immagini irripetibili, su cui riflettere e lavorare, ma anche silenzi nuovi o ricerche esasperate di suoni familiari che improvvisamente mancano, o suoni che facciano compagnia.
C’è chi cerca, chi colleziona e chi offre suoni a beneficio delle persone chiuse in casa, un po’ annoiate e un smarrite.
Dal Trentino Alto Adige, le sound designer Sara Lenzi e Valeria Caputo lanciano il progetto “The Sound Outside – Listening to the world at Covid-19 Time”.
Iniziano registrando il suono della città e della campagna, mutato dalla condizione di svuotamento e lanciano una call ai sound designer di tutto il mondo perché registrino e inviino i suoni del proprio ambiente, da collocare su una mappa che alla fine includerà più di cento registrazioni.
“Il suono ci dava molte informazioni in più grazie alle quali potevamo tornare ad osservare una realtà che fino a quel momento era nascosta dal rumore delle macchine e dall’inquinamento acustico: emergevano dei suoni che non si sentivano da tanto tempo”.
Sara Lenzi e Valeria Caputo


“The Sound Outside – Listening to the world at Covid-19 Time”.
Cliccando sui punti evidenziati sulla mappa, in una sorta di viaggio sensoriale tra i continenti, si accede ai brevi video dell’archivio, girati ad inquadratura fissa, in cui si odono unicamente i suoni ambientali, legati ad ogni paesaggio. Ogni video include le specifiche sulla registrazione ed alcune note note sull’autore.
Sul sito internet del progetto si trovano anche una serie di podcast delle interviste condotte con alcuni dei sound designer che hanno inviato il proprio materiale, dove ognuno può condividere il proprio pensiero su cosa significhi il suono per gli esseri umani, come la pandemia abbia cambiato il paesaggio sonoro urbano e come si possa contribuire a progettarne uno migliore per il prossimo futuro.
Un progetto simile, intitolato: “Sound of the Earth: The Pandemic Chapter”, è stato messo a punto dal sound designer Yuri Suzuki.
Suzuki si è rivolto però alle persone comuni, perché registrassero i suoni del proprio ambiente, direttamente dal software sofisticato e di aspetto elegantissimo, creato dall’artista e messo a disposizione di chiunque tramite un sito dedicato.

Come si evince dal titolo, si tratta del capitolo dedicato all’epoca del Covid-19, come evoluzione del precedente progetto di Yuri Suzuki “Sound of the Earth: Chapter 2” per una mostra multisensoriale al Dallas Museum of Art.
Anche in questo caso, il rendering grafico permette di spostarsi sul pianeta, ma senza conoscere precisamente la collocazione di ogni punto, né l’aspetto di ogni paesaggio.
“Missing Sounds of New York”, è basato invece sul principio opposto: poter ascoltare in remoto i suoni familiari che ci hanno accompagnati da sempre nell’esperienza della vita in città e che venendo a mancare, hanno reso il nostro ambiente più conosciuto, improvvisamente estraneo: il brusio di una piazza, il rumore degli autobus o della metropolitana, i clacson, gli annunci della stazione…

Sul superamento di questo straniamento ha fatto leva la Public Library di New York che, oltre a prestare gratuitamente molti dei propri libri in formato digitale, ha deciso di proporre un archivio dei suoni della città di New York, the city that never sleeps, diventata silenziosa e intitolato: “Missing Sounds of New York: An Auditory Love Letter to New Yorkers”
E’ stata quindi messa a punto su Spotify, una vera e propria playlist che porta il titolo del progetto, scaricabile gratuitamente.
Non solo suoni ambientali, ma anche esperienze, come fermare un taxi e godersi la corsa a bordo, archiviate con titoli spiritosi come “ The Not-Quite-Quiet Library”, dimostrando, in questo caso, anche molto autoironia.
Tra le prime istituzioni culturali ad aprire e mettere a disposizione i propri archivi digitali, in tempo di pandemia, anche la Filarmonica di Berlino, che ha voluto offrire la possibilità di registrarsi gratuitamente al sito internet Berliner Philharmoniker Concert Hall per accedere all’archivio completo di registrazioni, che includono anche concerti diretti dal più prestigioso dei direttori d’orchestra che la Filarmonica annoveri, Herbert v. Karajan.
Molto popolare è diventata in Italia in marzo anche la pagina web Radio Garden, disponibile anche in versione App per smartphone.

Si tratta di un progetto di ricerca digitale olandese, senza scopo di lucro, per una radio web, sviluppato dal 2013 al 2016 dal Netherlands Institute for Sound and Vision insieme alla Transnational Radio Knowledge Platform e altre cinque università europee.
È finanziato tramite i fondi del progetto HERA.
L’idea di base è di ottenere una stazione radio senza confini, che restituisca però il carattere locale di ognuna delle stazioni. Nel 2016 sono state superate le 8.000 stazioni radio disponibili e fruibili muovendosi semplicemente sull’atlante.
Chi abbia reso improvvisamente virale in Italia, l’ascolto di questa super radio, rimane un mistero, ma è comprensibile il fatto che l’idea di viaggio, in qualsiasi maniera surrogata, abbia affascinato per un po’ gli italiani, popolo di appassionati viaggiatori, confinati a casa, all’epoca senza un termine.
* Yuri Suzuki e il Dallas Museum of Art, per il progetto “Sound of the Earth: The Pandemic Chapter”
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