Altre istituzioni culturali in lockdown

Maurizio Cilli, immagine per il progetto “VICINO VICINO”, BASE MILANO, 2020

“Looking back, we were the luckiest people in the world. There was no choice but to be pioneers; no time to be beginners

Margaret Hamilton *

Abbiamo visto come tante istituzioni d’arte abbiano messo a punto cicli di interviste e altri progetti in formato digitale, nati in reazione all’emergenza e all’immobilità in cui piomba il mondo a partire da marzo 2020, per restare in contatto con il proprio pubblico.

Allo stesso modo, tante altre istituzioni culturali, di vario genere e natura disciplinare, quelle che animano la vita delle città e quelle che normalmente ospitano nelle proprie sedi attività diverse, sentono il bisogno di produrre dei contenuti che possano tenere aperto un filo diretto con il proprio pubblico, dimostrando anche la propria disponibilità ad essere presenti, attivi e con uno sguardo comunque rivolto al futuro, alla ricerca di un equilibrio tra il non cedere allo sconforto e il non sottovalutare la gravità del momento.

Mentre più semplicemente certi appuntamenti si mantengono in calendario, volgendoli ad una versione online, o altri nascono ad hoc, in conseguenza del lockdown, più interessante è vedere come molte istituzioni si ingegnano a reinventare delle attività compatibili con la situazione logistica, ma nate specificamente sul tema della pandemia o intorno al mezzo digitale, per andare a rappresentarla e a rappresentarsi.

Prenderemo qui in esame alcuni esempi italiani di istituzioni che hanno saputo tenere insieme le squadre di lavoro, i cui membri si sono ritrovati improvvisamente fisicamente distanti e ideare, senza esitazione, delle attività di contenuto rilevante, modellate sul digitale e sui propri mezzi a disposizione.

Il Circolo del Design a Torino, con la collaborazione di Elisabetta Donati de Conti, mette a punto un progetto intitolato Welcome to the Post-analog Condition”: “un archivio digitale che il Circolo del Design costruisce in tempo reale per innescare e stimolare una riflessione condivisa in relazione alla pandemia causata dal Covid-19 in tutto il mondo”.

Dal sito del Circolo del Design di Torino, “Welcome to the Post-analog Condition”, interviste.

Si raccolgono delle interviste scritte, tracce audio e tracce video  di progetti che in senso lato riportano a riflessioni diverse sulla condizione del mondo in difficoltà, articoli di presentazione di una serie di libri e una scelta di progetti artistici e di design del passato con cui guardare il presente, a cura di diversi  protagonisti del mondo del design contemporaneo.

Dal sito del Circolo del Design di Torino, “Welcome to the Post-analog Condition”, progetti audio

E’ un progetto in divenire che va arricchendosi ogni settimana di nuovi spunti e che ha tutti i presupposti per divenire una bella traccia di riflessione collettiva sui presupposti teorici che ci hanno guidati fin qui, cui guardare per immaginare un futuro che contenga e vada oltre tutto ciò che già siamo. 

“VICINO VICINO”, BASE MILANO

BASE MILANO decide invece di muoversi su più fronti con diversi piccoli progetti.

VICINO VICINO si intitola il progetto costruito intorno al concetto di comunità: “Vogliamo conoscere meglio i nostri vicini, usando il digitale fino a quando non potremo entrare nelle rispettive case”, scrivono da Base e avviano un take over delle Stories dall’account Instagram affidate ogni settimana a un diverso vicino, tra i tanti creativi e operatori culturali, con cui Base è in diretto rapporto, cui si chiede di presentare se stesso e una propria giornata tipo.

E’ bello immaginare lo schermo dello smartphone trasformato in una finestra sul mondo, che si apre più in là di quanto non si possa aprire la vera finestra di ognuno, nell’immobilismo in cui è piombato il mondo; ed è bello pensare che alla ripartenza delle attività, si siano scoperte realtà diverse con cui,in prospettiva, poter fare rete per davvero.

Anche divertente è andare ad esplorare come ognuno dei personaggi coinvolti decida di usare il mezzo Instagram Story: stili, colori, tone of voice, attività diverse.

BASE MILANO “VICINO VICINO”
Maurizio Cilli @mauriziocilli
Architetto, urbanista, artista, curatore di arte pubblica, ricercatore. Autore del progetto “senza casa, senza cosa?”, rilevante più che mai in un momento in cui il mantra è #iorestoacasa.
BASE MILANO “VICINO VICINO”
Sara Ricciardi – @sara___ricciardi
Designer poliedrica, esploratrice di forme ed eccelsa collezionista di oggetti bizzarri. Esperta di relational design, interazioni umane e vicinato

Parte sul sito di Base anche una sorta di rassegna stampa, intitolata Lookout”  suddivisa per temi, che raccoglie articoli di particolare spicco che raccontano l’evolversi rapido del contesto sociale durante il Covid-19: “Il nostro osservatorio sulla realtà, per raccogliere spunti e districarsi nell’affollato mondo dell’informazione. Un archivio in continuo aggiornamento, suddiviso per i temi che più ci stanno a cuore: nuovi e vecchi linguaggi e significati collettivi; il lavoro e le industrie creative e culturali; il mondo com’è e come vorremmo fosse; mix & match, extravaganza e curiosità”.

In parallelo, come abbiamo visto essere un’onda molto popolare, Base organizza delle interviste live su Instagram, condotte da Pietro Corraini, editore e grafico, nonché art director di Corraini Editore e collaboratore di Base. Il calendario di queste interviste non è molto esteso, ma i contenuti sono molto interessanti; in particolare spicca l’intervento di Massimo Temporelli, intervistato sul ruolo dei designer nel contesto dell’emergenza e in prospettiva in un mondo che dovrà rivedere l’uso degli spazi di vita e lavoro. 

Purtroppo di queste interviste si è persa completamente traccia, in rete.

La Fondazione Compagnia di San Paolo, mette a punto un ciclo di incontri intitolato “Relazioni – Idee per un futuro partecipato”, descritto come: “un ciclo di incontri nel quale tre protagonisti della cultura ci aiuteranno a riflettere, in un momento di grande incertezza, sul futuro delle nostre relazioni”.  

Compagnia di San Paolo, serie: “Relazioni – Idee per un futuro partecipato”, primo appuntamento

Questo piccola serie, in particolare, si distingue per il carattere sapientemente equilibrato tra approccio fortemente umanistico e approccio tecnico, che offre proprio l’apporto di umanità di cui, abbiamo visto, nella primavera 2020 molto si sente il bisogno.

Nata come contributo formativo a beneficio delle comunità di pratica che rientrano nell’Obiettivo Cultura della Compagnia, viene, a ridosso della andata in onda, aperto al pubblico; tecnicamente, questo avviene grazie al fatto che gli incontri si tengono online, ma è importante notare come questa decisione risponda in realtà anche alla percezione generale, che abbiamo già descritto, del bisogno comune di riflettere e ripensare ai modi e mezzi con cui si fa cultura.

I titoli: “Responsabilità, relazioni, cultura” trattato dalla docente di filosofia Gloria Origgi, la cui ricerca verte sull’epistemologia e le scienze sociali applicate alle nuove tecnologie; “Geografie poetiche politiche”, trattato da Virgilio Sieni, danzatore e coreografo che lavora da molti anni sui temi della partecipazione e dell’inclusione; “La cultura oltre lo schermo” trattato da Simone Arcagni, docente universitario e ricercatore di pratiche ed estetiche dei media digitali, delle nuove tecnologie, di internet, dei social media.

Particolarmente interessante qui anche l’espressione del contributo offerto dalla Compagnia, che sempre maggiormente si sta rivelando un alleato preziosissimo per chi lavora in ambito sociale e culturale, soprattutto in relazione al fatto di dimostrarsi motivata ad attivare molti progetti propri, a costruire i progetti insieme ai soggetti che beneficiano dei fondi e a mettere a disposizione la propria preziose e ampia rete di competenze, più che limitarsi a finanziare progetti già definiti.

”Alfabeto Pandemico”. Credits: Pnsix | Ardeek
Illustrazioni di Anna Cellamare

Altro progetto che riscuote molta meritata attenzione e si distingue per originalità, è Alfabeto Pandemico, ideato da Ilda Curti e curato dalla rete Lo Stato dei luoghi – Rete nazionale di attivatori di luoghi e spazi rigenerati a base culturale

‘Quali parole abbiamo per costruire nuovi immaginari?’ è la domanda cui si chiede di rispondere, suggerendo quali parole si relazionino più direttamente allo stato sospeso che la pandemia ha generato e quali nuove accezioni possano acquisire queste parole, nell’esperienza di ciascuno.

Lentezza, per esempio, che invade il tempo e fa vedere e udire tutto in modo aumentato, o Elastico, intorno alla dilatazione del tempo.

Il progetto dell’alfabeto viene ideato e lanciato già a fine marzo e merita anche per questo una menzione speciale per la rapidità di pensiero e d’azione, che, come abbiamo visto, è uno dei fattori di scarto in termini di incisività dei progetti nati in emergenza.

Citiamo infine Lapis, la SuperTV della Scuola d’Arte applicata di Milano.

Se ogni istituzione scolastica, a partire dai primi di marzo e in moltissimi Paesi del mondo, ha dovuto fare i conti con le lezioni a distanza, via internet e tantissime sono le storie di successi e piccoli traguardi, oltre alle difficoltà oggettive che questo ha comportato, questo esempio, come gli altri sopra presentati, presenta un quid in più, in termini di concezione.

Passando online, infatti la didattica perde le necessarie limitazioni nel numero di studenti in compresenza e anche le limitazioni nell’orario di svolgimento 

Lapis, la SuperTV della Scuola d’Arte applicata di Milano, campagna di Crowdfunding

Così, invece di limitarsi ad offrire agli studenti dell’istituto le lezioni online, Super, su iniziativa del direttore Stefano Mirti, decide di aprirsi oltre la scuola e di rivolgersi anche ad un pubblico generico.

Il palinsesto di lezioni online, diventa il palinsesto di una piccola TV che va in onda tramite dirette su Facebook.

Chiunque può seguire un numero consistente di lezioni online, gratuitamente, mentre a pagamento, su un numero di lezioni selezionate, si può ottenere di avere le revisioni dei docenti sui propri elaborati. 

Ciò che si paga, cioè, sono il tempo e l’attenzione dedicati in esclusiva.

In programma ci sono varie rubriche: Atelier, per esempio, che raccoglie i laboratori di arte applicata; Kids, dedicato ai ragazzi, poi incontri con professionisti che collaborano con la scuola, lezioni di gioco, corsi di cucina, concerti live…

Con la campagna di crowdfunding, lanciata in giugno e volta a finanziare le attività dei prossimi mesi, si conferma che questa parte di didattica, ancora in sperimentazione, ma con buone prospettive di crescita, non si chiuderà con questa stagione, ma diventerà parte integrante della scuola, anche negli anni a venire, andando a coprire un nuovo settore di interesse.

Questo si può considerare un esempio luminoso di come un ente di piccole dimensioni, abbia saputo reagire positivamente alla situazione anomala e improvvisa, con la sola forza di un’idea, andando addirittura ad aprire, in coincidenza con la pandemia, un nuovo capitolo di lavoro.

Testate l’efficacia e i limiti di questa intuizione, lavorando inizialmente con i mezzi semplicissimi a disposizione del personale coinvolto, ora si punta a crescere, coinvolgendo probabilmente in futuro qualche professionista dedicato e investendo in attrezzature che permettano di implementare l’idea con nuovi aspetti e funzionalità.

* Scienziata e informatica, ingegnere di sistemi e imprenditrice americana. È stata direttrice della divisione di ingegneria del software del MIT Instrumentation Laboratory, che ha sviluppato il software di volo a bordo per il programma Apollo della NASA.

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