
“Siamo in uno di quei passaggi in cui i “matti” hanno molta più lucidità di quelli normali, generando idee che sono a un tempo poetiche, meravigliose e anche – in alcuni casi – molto convincenti. Paradossalmente, sono proprio gli sguardi irregolari ad aprire le strade verso visioni generative aperte verso il futuro”.
Maurizio Cilli e Stefano Mirti *
Per l’edizione 2020 del Festival di Architettura, l’ordine degli Architetti di Torino ha assegnato la curatela del festival al progetto “Bottom Up! – Quando la città si trasforma dal basso” redatto da Maurizio Cilli e Stefano Mirti, vincitore del bando di concorso che era stato indetto, per dare una nuova natura al festival.
A chiusura del lavoro svolto per un anno, la parte pubblica del festival era prevista a Torino per i primi di maggio. Naturalmente, a fine marzo viene decretata l’impossibilità a mantenere in calendario gli appuntamenti pubblici come erano stati progettati.
I direttori però decidono di non cancellare il festival, ma bensì trasformare la formula di presentazione al pubblico, e svolgere ugualmente il festival in formato digitale.
Recita il comunicato stampa:
“Il sopraggiungere dell’emergenza sanitaria non determina semplicemente il trasloco di Bottom Up! su format 100% digitali e il rinvio delle campagne di crowdfunding all’autunno: è anche l’occasione, infatti, per ridefinire gli obiettivi del festival che mantenendo il suo carattere sperimentale si trasforma in un osservatorio, un laboratorio di idee sul futuro dopo la fine del lockdown. Al centro della riflessione, in particolare, le ricadute sull’organizzazione dei contesti urbani, sulla progettazione degli spazi abitativi e sulla vita delle comunità. Via libera quindi alle “intuizioni spontanee” della comunità di Bottom Up! che, in questo momento, diventa ancor più coesa e partecipata”.
Il festival si svolge così in diretta Facebook, una volta alla settimana, per un’ora, il venerdì pomeriggio.
Ogni settimana uno dei progetti selezionati per il festival viene presentato dagli autori e poi i due direttori invitano due o tre ospiti che possano contribuire utilmente al dibattito sul tema del festival – trasformare la città dal basso – e anche al dibattito in corso nella società in generale, sul ruolo e il destino del design come disciplina, in un mondo in rapidissima ed inaspettata trasformazione.
Grazie alla soluzione digitale, gli ospiti, così come il pubblico partecipante, possono partecipare anche da fuori Torino e questo arricchisce e estende la conversazione in modo potenzialmente illimitato.
La nuova formula del festival prende forma man mano, fino a presentare le caratteristiche di un vero e proprio format, con tanto di grafiche dedicate, sigla iniziale, contributor fissi.
Parte del processo di costruzione in divenire, della nuova formula del festival, è anche la nascita del progetto a latere, intitolato “Bottom up! Voci” – piattaforma collaborativa nata per raccogliere tracce di progetti e visioni, di design commissionato e a volte spontaneo, in coincidenza dell’esplodere della pandemia – di cui abbiamo trattato in dettaglio in precedenza.
* direttori del festival “Bottom Up!”
Oppure continua a esplorare questo tema cliccando sulle etichette rosse