
“I know times are weird for us, but for one moment to be able to have the ragers to rage wherever you are, is amazing.”
Travis Scott
Il concerto di Travis Scott, trasmesso gratuito in streaming e intitolato “Astronomical” viene presentato in tre repliche sulla piattaforma di videogiochi Fortnite, il 24, 25 e 26 aprile 2020, con il mondo ancora in pieno lockdown, ottenendo il World Guinness Record per aver realizzato più di 12 milioni di contatti unici in 10 minuti di spettacolo e un totale di 27 milioni di spettatori in tre serate.
Fortnite, una delle più note e avanzate piattaforme di videogiochi, non era nuova a questo tipo di spettacolo; nel febbraio 2019 aveva già organizzato un simile evento per il DJ set del musicista e produttore Marshmello.
Questa volta però, anziché come un concerto trasposto nel mondo dei videogiochi, l’evento è stato progettato e trattato come un vero e proprio prodotto da videogame, in una transizione che lascia intravedere quali siano le diverse potenzialità delle piattaforme di gaming, rispetto alla trasmissione di eventi musicali.
Si parla di gamification, per intendere l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e dalle tecniche di game design in contesti esterni ai giochi stessi e con questo esperimento ci si muove effettivamente in un terreno simile: quella che potrebbe essere solo una ripresa video di un’esibizione, diventa in questo caso un’esperienza nuova e molto più stupefacente.
Se il DJ set di Marshmello, era stato ambientato su un palco da concerto, con un’esibizione statica del personaggio cartoon, come ad un festival, infatti, nel caso di Travis Scott l’esibizione (pre-registrata e riprodotta in streaming sulla piattaforma nelle tre serate) prevedeva una gigante versione cartoon del rapper, in giro per il mondo di Fortnite ad interagire con altri personaggi e muoversi in diverse ambientazioni, con le modalità di un personaggio di quel mondo e sfruttando molto maggiormente le potenzialità di spettacolarità della piattaforma.
Dall’esibizione è stato inoltre tratto il video musicale del brano “The Scotts” a due voci con Kid Cudi ed è stata anche utilizzata come opportunità per promuovere i capi della linea di abbigliamento di Travis Scott.
La possibilità di combinare più intenti e più collaborazioni, al momento di progettare questi prodotti, ottenendo tra l’altro effetti che sarebbe molto complesso e costoso (quando non impossibile) ottenere in video, darà spazio certamente al proliferare di eventi in digitale sempre più complessi e sempre più diffusi, che offriranno anche il vantaggio di raggiungere pubblici sterminati in un tempo minimo, cosa che un evento dal vivo non potrebbe mai permettere.
Altro evento musicale in streaming da record, è stato il concerto “Bang Bang Con The Live” delle star sudcoreane del K-pop, i BTS, che hanno totalizzato 756.000 contatti unici, battendo il record mondiale tra i concerti live in streaming a pagamento.
Il concerto è stato organizzato per sopperire ai 7 concerti previsti nel tour del 2020 e cancellati in febbraio.
Un numero di presenze come quello registrato in questo unico evento online, è però equivalente a 15 concerti in un’arena da 50.000 posti, senza i costi di logistica e allestimento che un tour mondiale comporta.
“Bang Bang Con The Live” è stato prodotto dalla società sudcoreana Big Hit Entertainment, che rappresenta anche l’etichetta musicale del gruppo e dall’americana Kiswe Mobile, specializzata in produzioni di streaming video.
Il concerto era fruibile tramite Youtube o tramite Weverse, un’app creata ad hoc dalla Big Hit Entertainment.
Con il biglietto – al costo di 35$ o 26$ per i membri del fanclub, cioè un quarto circa del normale costo di un loro concerto – il pubblico riceveva anche un light stick virtuale, da innalzare, al posto di un accendino acceso, durante l’esibizione.
Lo spettacolo anche questa volta non era ambientato in una grande sala o spazio da concerto tradizionale, ma bensì in varie ambientazioni più raccolte e diverse tra loro.



BTS, “Bang Bang Con The Live”, live in streaming [Screenshots]
Mente i cantanti si esibivano live e ripresi in video, le ambientazioni erano in parte costruite in studio, in parte immagini digitali proiettate su green screen tridimensionali. Lo scenario era costituito da diverse stanze tra le quali i ragazzi si spostavano in atmosfere sempre diverse. Una di queste, che riprendeva l’immagine del soggiorno di una sitcom americana, ha permesso ai cantanti di avere un momento di pausa in cui indirizzare brevi discorsi ai fans, leggere alcuni dei messaggi della chat e rispondere a qualche domanda.
In altri momenti, i ragazzi, dotati di uno smartphone montato su selfie stick, potevano riprendere se stessi in primissimo piano e grazie alla multi regia, il pubblico poteva naturalmente scegliere quale dei beniamini privilegiare.
La Big Hit Entertainment, ha poi comunicato alla stampa che lo streaming ha raggiunto i fan dei BTS – conosciuti come ARMY [esercito ndt] – in un totale di 107 regioni in tutto il mondo, per un incasso totale di 20 milioni di dollari.
Lo streaming di un concerto live non era certo una novità e anche il fatto dell’esclusività della replica, era cosa già vista.
La novità, nel concerto dei BTS, a parte il fatto di prevedere un biglietto, stava negli elementi di interazione con il pubblico e nell’uso intenso del mezzo digitale, che, di nuovo, non si limita alla sola ripresa del live, ma sfrutta il più possibile le potenzialità del mezzo stesso.
Ciò detto, è corretto notare come anche molti altri gruppi musicali viaggino, con altro passo, verso un’esplorazione dei mezzi avanzati, nella rappresentazione di se stessi e della propria comunicazione, in alcuni casi cercando piuttosto dei compromessi tra analogico e digitale, per non dover rinunciare del tutto al calore di elementi più naturali.
Nella gestione di questa mediazione sta un altro grosso tema di dibattito.
E’ il caso questo per esempio del concerto di presentazione del nuovo album dei Coldplay, che si è svolto in due parti, uno all’alba e uno al tramonto, organizzato in tempi non sospetti, nel 22 novembre 2019, in live streaming su Youtube, da Amman (Giordania).
Il calore e la suggestione delle riprese dei concerti suonati live su una collina al centro di Amman, tra le rovine romane in una luce crepuscolare, hanno un fascino di altro tipo, rispetto a quello della spettacolarità offerta dal setting totalmente digitale delle piattaforme di gaming, ma certo non indifferente.
In questa situazione, a cavallo tra digitale e fisico, grande uso e sfoggio è stato impiegato di mezzi tecnici potenti, sia per le riprese, sia nella ricerca di interazione con il pubblico a distanza (incluso, per esempio, un momento in cui, tramite lo schermo di un tablet, un collage di persone si unisce al coro collegandosi da casa propria tramite Zoom: allora, operazione quasi inedita e quasi un presagio di ciò che solo 3 mesi dopo sarebbe diventata l’immagine più consueta del quotidiano), cosa che rappresentava in quel momento una piccola innovazione, considerando che normalmente le band internazionali fanno dell’evento di lancio di un nuovo album, un evento spettacolare, costoso in spazi come palazzetti, stadi o grandi teatri.
Inciso nell’inciso e in tema di presagi, nel video pubblicato sempre al momento del lancio del disco, che rappresenta una finta conferenza stampa delirante e divertentissima, in cui il pubblico in sala è rappresentato da cartonati e pupazzi. Anche qui, involontariamente una preveggenza sul futuro, dal momento che, di lì a poco, vedremo comparire lo stesso escamotage dei cartonati, negli stadi e negli studi televisivi del mondo in lockdown.
FUN FACTS
In tema di record negli eventi musicali simili a quelli esaminati, rimangono comunque imbattuti, e di larga misura, i record assoluti raggiunti in Italia e con modalità analogiche.
Il concerto dei Pink Floyd nel 1989 a Venezia sul Canal Grande venne trasmesso dalla Rai in mondovisione raggiungendo in una sera un pubblico di circa 100 milioni di telespettatori, mentre il record assoluto di maggior incasso con un concerto singolo a pagamento rimane quello di Vasco Rossi nel luglio 2017 a Modena, che ha venduto 225.173 biglietti (inclusi 5.000 omaggi), incassando in un unico colpo 36 milioni di Euro.
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