Le Gallerie degli Uffizi diventano virali

Tik Tok può essere accusato di essere di basso livello, ma nei musei facciamo attività intellettuali e serie tutto il tempo e abbiamo pensato che se avesse funzionato, avrebbe potuto essere un’esca per invitare all’apprendimento

Carnegie Museum of Natural History in Pittsburgh *

Le Gallerie degli Uffizi, a Firenze diventano inaspettatamente un caso, durante il lockdown.

In conseguenza della chiusura del museo e non potendo prevedere quanto questo stop sarebbe durato, il direttore Eike Schmidt, come molti altri direttori di grandi musei intuisce la necessità di intensificare la comunicazione con il pubblico tramite i canali dei Social Media che in quei giorni sembrano essere gli unici efficaci nel sopperire all’impossibilità della maggior parte dei cittadini, di muoversi e frequentarsi di persona.

Il museo già dispone di un account Instagram e di uno Twitter, ma clamorosamente non di uno su Facebook e il tema della comunicazione con il proprio pubblico via Social Media non era mai veramente stato affrontato fino a questo momento: “Eravamo praticamente nell’età della pietra”, ammette Eike Schmidt, parlando del precedente rapporto del museo con i social media.

In marzo viene dunque aperto un account Facebook che il direttore decide di lanciare personalmente con un breve video in cui esprime l’intenzione di avviare un lavoro quotidiano sulla pagina – anch’egli riprendendo il tema del Decamerone. 

Parallelamente, si decide per l’apertura di un account anche su Tik Tok, Social Media utilizzato quasi esclusivamente dai giovanissimi, che nei giorni di lockdown sembra essere prediletto come mezzo per superare i lunghi momenti di noia.

Racconta il New York Times, in un grande articolo dedicato a questa vicenda, che incaricata di aprire e gestire questo account sia stata una delle impiegate dell’ufficio amministrazione, Ilde Forgione, che ha dato la sua disponibilità ad occuparsene, poiché molto appassionata di Social Media. 

Una delle Stories di TikTok dell’account @uffizigalleries – “Quanto manca al 2021?”

Particolarmente brillante effettivamente l’intuizione di aprire l’account su Tik Tok, dal momento che il Social Media aveva annunciato proprio in aprile di voler investire sulla presenza delle istituzioni di cultura ed educative, offrendo a quelle già presenti collaborazioni con influencers e mettendo  a disposizione un fondo di cinquanta milioni di dollari per dare sovvenzioni a questi utenti, perché realizzino contenuti di questo tipo (mentre in maggio ha annunciato una partnership con Bill Nye e Neil deGrasse Tyson – i Piero e Alberto Angela d’America – perché mettano a punto una serie di post educational).

Immagini tratte da una delle Stories di TikTok dell’account @uffizigalleries – “Medusa VS Coronavirus”

Certamente questo ha fatto sì che il contenuto proposto dal museo venisse esposto agli utenti, da parte della casa madre, in modo particolare.

Bisogna dire, però, che gran merito ha avuto l’incaricata di gestire l’account, che – con l’aiuto, pare, di due giovanissimi cugini e dei figli adolescenti dei colleghi – ha saputo incontrare il giusto tone of voice e il linguaggio che più autenticamente domina su Tik Tok, nonché un brillante accompagnamento dei video con brani musicali molto in voga in Italia e celebri citazioni da dialoghi cinematografici, abbinati magnificamente alle gag spesso proposte dai brevi video. Questo approccio, tranne rari casi, non è certo quello tipico dei musei sulle piattaforme dei Social Media e ciò ha contribuito a determinare un successo incredibile dei piccoli video proposti dagli Uffizi: alcuni di questi son diventati in breve virali, facendo crescere rapidissimamente il numero di follower. Aperto il 28 aprile, l’account contava a fine giugno 22.000 followers e a fine agosto 53.000 followers. 

* Sloan MacRae, direttore marketing del museo

Oppure continua a esplorare questo tema cliccando sulle etichette rosse