
“Quando pensiamo al legno, pensiamo istintivamente ad un materiale di per sé sostenibile, ma non dobbiamo dimenticare che qualunque cosa facciamo nel mondo, ha un impatto. Il titolo “Cambio” è un augurio di cambiamento nel modo in cui il design e la produzione vengono affrontati oggi“
Formafantasma *
Come sempre accade, in coincidenza di grandi eventi devastanti, si rilevano alcune coincidenze sorprendenti in vari ambiti, tra cui naturalmente anche quello culturale.
Nel mondo della cultura europea di matrice italiana, tre coincidenze vengono messe in luce come particolarmente significative, all’esplodere della pandemia: la pubblicazione, nel novembre 2019, del volume “Metamorphoses” del filosofo Emanuele Coccia che evidenzia come tutta la vita sulla terra sia un fatto metamorfico dove ogni elemento è strettamente interconnesso e come ciò riguardi anche i virus, le cui mutazioni possono innescare reazioni i cui effetti non sono del tutto prevedibili – l’esperienza appena conclusa, nel settembre 2019 della Triennale di Milano XIII intitolata “Broken Nature: Design Takes on Human Survival” curata da Paola Antonelli – che intendeva evidenziare il concetto di progettazione restaurativa e analizzare lo stato dei fili che collegano gli esseri umani ai loro ambienti naturali, alcuni dei quali del tutto recisi – e l’apertura a Londra della mostra “Cambio” del duo di artisti Formafantasma.
Quest’ultima è stata concepita intorno al tema della governance dell’estrazione del legname dalle foreste – diventata una delle più grandi industrie del mondo sia in termini di entrate che genera, sia per l’impatto che ha sulla biosfera del pianeta – proponendosi di rappresentare un’indagine attraverso il mondo della scienza, della conservazione, dell’ingegneria e del policy making, per mettere in luce il ruolo che il design può svolgere nel plasmare un futuro migliore e più sostenibile.

I Formafantasma (Andrea Trimarchi e Simone Farresin) sono designer che hanno dato sempre spazio, nella propria pratica, all’analisi delle responsabilità ecologiche e politiche imputabili alla loro disciplina.
In questo caso, “Cambio”, dal latino medievale cambium, ‘cambio, scambio’, fa riferimento all’utilizzo del legno da parte degli esseri umani, per le catene di approvvigionamento atte a supportare la sopravvivenza dell’umanità, all’evoluzione del suo utilizzo e al futuro della sopravvivenza di quel materiale in relazione al consumo umano.
Inoltre, “Cambio” si riferisce allo strato cambiale, una membrana che corre attorno al tronco degli alberi, producendo legno all’interno, una registrazione del passato dell’albero e della corteccia all’esterno, permettendogli di continuare a crescere.

Nel video di presentazione della mostra, Andrea Trimarchi e Simone Farresin si augurano che la mostra generi l’opportunità di avviare delle conversazioni sul tema, anche al di là della mostra stessa.
Ed effettivamente l’approccio olistico di questo lavoro, così presente in tanti dei dibattiti che si scatenano alla presa di coscienza della portata dell’emergenza in corso – induce la Serpentine Gallery, in seguito alla chiusura dello spazio e della mostra al pubblico, ad ospitare sul proprio account Instagram un programma intitolato “Antenna Fantasma”: interviste live a diversi attori che possano portare un contributo pregnante al ripensamento del ruolo dell’arte e del design in un mondo in trasformazione.
Questa collezione di sedici grandi interviste, si aggiunge ad una quantità già consistente (e in continuo aumento) di materiali scritti ed audio-video a formare un archivio legato alla mostra e costituisce, nel suo insieme, una fotografia dell’anno 2020 avente un taglio autoriale molto pregnante, un piccolo manuale dello stato dell’arte di una corrente di pensiero progettuale determinata a perseguire la sostenibilità e una visione per una delle possibili ripartenze consapevoli.
E’ un gran giro di walzer, tra tutti coloro che si sono resi protagonisti della scena culturale italiana nella primavera 2020, conducendo varie interviste a personaggi significativi, mentre loro stessi vengono intervistati da diversi personaggi e da importanti istituzioni culturali, in una sorta di corto circuito virtuoso.
La mostra inaugura il 4 marzo e, chiusa dieci giorni dopo, riapre al pubblico il 29 settembre.
Una seconda serie di collegamenti live, dall’account Instagram della Serpentine Gallery, vede protagonisti una serie di artisti, che in collegamento dal proprio studio o spazio di lavoro, presentano al pubblico non solo lo spazio stesso, ma anche la pratica del proprio lavoro.
Andando oltre l’idea della studio visit, in questo caso si ha l’opportunità di trascorrere un’ora di tempo (tale è la durata massima delle dirette Instagram) in compagnia degli artisti immersi nel proprio lavoro. Si svelano le tecniche di lavorazione, i percorsi di avvicinamento all’opera, si ascoltano consigli e piccoli trucchi su come realizzare tecnicamente certi effetti e episodi legati al percorso di vita professionale degli artisti.
E’ un’opportunità rara, forse unica che la Serpentine Gallery regala al proprio pubblico.
Di questa serie purtroppo non è rimasta traccia alcuna, sull’account Instagram del museo.
* Formafantasma, a proposito della mostra Cambio alla Serpentine Gallery di Londra
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