Art Basel Online Viewing Rooms

Art Basel, Yayoi Kusama, “Life Shines On“, 2019, Courtesy OTA Fine Arts

Potrebbe essere il momento non solo di ripensare al nostro ruolo di gallerie, ma anche di chiederci, che cos’è una galleria? Il tuo spazio è la tua galleria? O il tuo programma è la tua galleria? Una galleria è una visione, una storia, un gruppo di persone che si uniscono attorno a idee comuni. Se lo abbiamo, possiamo trovare un modo per andare avanti

Agustina Ferreyra *

Seguendo il trend in crescita tra le grandi gallerie, di sfruttare lo spazio digitale come spazio espositivo da affiancare allo spazio fisico, l’ente fiera di Art Basel aveva messo a punto per marzo il portale Art Basel Online Viewing Rooms, che si proponeva di “offrire agli espositori una piattaforma aggiuntiva per mostrare le opere d’arte alla rete globale di mecenati di Art Basel, nonché a nuovi collezionisti e acquirenti”.

La nuova iniziativa digitale si doveva svolgere parallelamente alle mostre, non sostituendo l’esperienza fisica della fiera d’arte, ma consentendo ai galleristi di presentare ulteriori mostre di opere in vendita, non presentate in fiera.

Grandi gallerie come David Zwirner e Gagosian già lavoravano in questo senso, rispettivamente dal 2017 e 2018, utilizzando le proprie viewing rooms digitali in particolare per proporre stampe, disegni e piccole gemme un po’ meno costose e impegnative dei dipinti o delle grandi sculture.

Art Basel, esempio Viewing Room, galleria Marian Goodman. Nell’immagine: “Josephine” by Tavares Strachan (2019)

Con la cancellazione dell’edizione di Hong Kong, prevista per il 20-25 marzo, il portale ha assunto un’importanza fondamentale, andando a salvare brillantemente la situazione disastrosa determinata dall’emergenza, potendo offrire alle gallerie che erano previste in fiera, la possibilità di presenziare comunque alla versione inedita della fiera interamente online, ove cioè – per la prima volta – la fiera si svolgeva non in presenza del pubblico e, soprattutto, non in un luogo fisico.

Ben 235 dei previsti 242 espositori hanno esposto su Online Viewing Rooms Hong Kong 2020, ottenendo numeri impressionanti, con oltre 250.000 visitatori ad esplorare le sale di visualizzazione online (la partecipazione alla fiera Art Basel dello scorso anno a Hong Kong è stata di circa 88.000), più di 2.000 opere d’arte esposte, per un valore complessivo di circa 270 milioni di dollari: “Quasi certamente la più costosa raccolta di opere mai offerta attraverso un unico portale online”, scrive Tim Schneider su artnet news.

Una delle caratteristiche più nuove della fiera in versione digitale, l’esposizione del prezzo o della fascia di prezzo per ogni opera esposta: un cambio radicale nella trasparenza in tema di prezzi, per un settore che, ad alti livelli,  è solitamente riluttante a renderli immediatamente disponibili.

Il materiale presentato da ogni galleria, è stato integrato dai materiali prodotti dalla fiera stessa: i video-interventi di diversi critici e curatori che presentano proprie selezioni delle opere e gallerie in esposizione, video-presentazioni delle gallerie, tavole rotonde, video-diari quotidiani, interviste e seminari.

Questo trampolino di lancio ha permesso di poter svolgere anche l’edizione di Basilea Online Viewing Rooms, il 19-26 giugno, questa volta radunando 282 espositori da 35 diversi Paesi del mondo e mettendo a punto un portale ancora più complesso e completo.

Le gallerie partecipanti hanno infatti avuto il tempo di radunare e presentare sulle proprie pagine anche materiale preparato specificamente per la versione digitale: dai video di presentazione dedicati, sia delle singole opere che delle mostre complete, a documentari e film, interviste, studio visits, ma anche rendering dell’effetto di esposizione delle opere a parete, oltre alla presentazione delle opere stesse con immagini in altissima risoluzione che permettono anche di ingrandire dettagli delle opere stesse e offendo un tipo di frequentazione dell’opera meno direttamente esperienziale, ma comunque interessante per altri versi.

Tra i vantaggi del presentare i propri artisti tramite le Online Viewing Rooms, anche il fatto di non avere limitazioni tecniche, logistiche o di spazio, come si ha normalmente nel proprio stand in fiera, avendo la possibilità di presentare anche opere o installazioni complesse e di grande formato. In parallelo, inoltre, molte gallerie hanno presentato un programma di incontri, talks, performances.

Gli espositori che hanno avuto la prontezza e la possibilità di caricare molto materiale audio-visivo e impostare una programmazione, hanno dunque cavalcato in qualche modo l’onda degli ostacoli imposti dall’emergenza e per certi versi lanciato un nuovo modo di presentarsi al pubblico.

Anche in questo caso, come un po’ per tutti gli episodi di trasposizione dell’esperienza fisica verso il luogo digitale, un ruolo fondamentale gioca la capacità di trovare una narrazione

“Something still went right. Art never gets canceled”

Galleria White Space Beijing

Il valore aggiunto più evidente, che viene riconosciuto per esempio dai grandi collezionisti intervistati sull’esperienza della fiera interamente in digitale, è proprio quello di trovare radunati vari elementi di commento e approfondimento sulle opere che vanno a semplificare l’aspetto di ricerca e raccolta di informazioni che il collezionista farebbe in un incontro uno a uno con il gallerista o con l’artista.

Art Basel, Online Viewing Rooms, video di presentazione della galleria White Space Beijing [Screenshot]

Molti aspetti di questi aspetti positivi dell’avventura digitale intrapresa da Art Basel sono emersi durante un interessante panel organizzato per Online Viewing Rooms dal Financial Times Weekend sul tema “Art Collecting in a Virtual World,” cui erano invitati Iwan Wirth, presidente della importante e molto rinomata galleria Hauser & Wirth, il direttore di Art Basel Americas Noah Horowitz e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, in qualità di grande collezionista.

Particolarmente incisivi sono gli interventi e le considerazioni di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo sull’esperienza  di portare avanti una collezione d’arte e uno spazio espositivo, avendo a disposizione sostanzialmente solo il mezzo digitale,  emerse anche durante una sua conversazione con il direttore di exibart Matteo Bergamini, parte del ciclo di interviste “exibart live talks” su Instagram live che la rivista exibart ha condotto tra marzo e maggio 2020.

Art Base, Online Viewing Rooms, “My Room is another Fishbowl” by Philippe Parreno (2016). Courtesy Pilar Corrias, London

Il successo di questa seconda edizione – che ha registrato anche dei record in termini di vendite online  – ha decretato, dunque, l’affermarsi definitivo di un formato che non abbandonerà più questa fiera [sono già in programma per fine settembre e per fine ottobre 2020 altre due piccole edizioni di Online Viewing Rooms, dedicate a due temi specifici e aperte ad un numero limitato di espositori, pari a 100 per ciascuna] e costringerà tutte le altre grandi fiere d’arte a dotarsi di sistemi digitali integrativi: la fiera Artissima a Torino, per esempio, ha annunciato in agosto al pubblico, che la prossima edizione prevista per il novembre 2020 si svolgerà in formato ibrido analogico / digitale.

Al di là delle restrizioni che ancora perdurano per tutto il 2020 sul numero di presenze fisiche in  contemporanea, in un ambiente, infatti, le gallerie conteranno sempre di più sulla possibilità di integrare le proprie proposte dal vero e gli addetti ai lavori o il pubblico di appassionati che non possono presenziare ad ognuna delle grandi fiere d’arte che si svolgono ogni anno, conteranno altrettanto sull’opportunità di non restare completamente esclusi dallo svolgimento dell’evento, seppure prendendo parte a distanza.

Le “Online Viewing Rooms” vengono chiuse da Art Basel con il concludersi della fiera e di conseguenza l’elemento temporale limitato imprime alla manifestazione il carattere di vero evento con l’effetto: “be there, or miss out”. 

* Agustina Ferreyra, proprietaria dell’omonima galleria a Puerto Rico e a Città del Messico

Oppure continua a esplorare questo tema cliccando sulle etichette rosse