
Don’t let that horse
eat that violin
cried Chagall’s mother
But he
kept right on
painting
And became famous
And kept on painting
The Horse With Violin In Mouth
And when he finally finished it
he jumped up upon the horse
and rode away
waving the violin
And then with a low bow gave it
to the first naked nude he ran across
And there were no strings
attached
Lawrence Ferlinghetti *
La prima puntata va in onda il 22 marzo 2020.
Radio GAMeC, nasce da un’idea di Lorenzo Giusti, direttore del museo GAMeC di Bergamo in collaborazione con Lara Facco Comunicazione – rinomata società di ufficio stampa, comunicazione e pubbliche relazioni nell’arte – che affianca il museo da molti anni.
Spiega Lorenzo Giusti, intervistato da Matteo Bergamini per “exibart live talks” – parte del ciclo di interviste su Instagram live che la rivista exibart ha condotto tra marzo e maggio 2020 – come si sia creata in marzo una sorta di unità di crisi, costituita dai responsabili del museo, insieme all’ufficio stampa e in dialogo con altre istituzioni della città, volta ad esprimere un piano di azione per il museo, di fronte alla chiusura al pubblico e alla emergenza sanitaria particolarmente tragica per la città di Bergamo.
Nasce dalle riflessioni portate avanti in marzo, l’idea di creare un programma quotidiano di incontri, condotti dallo scrittore e critico letterario Leonardo Merlini, con personaggi importanti della cultura e con un focus su alcuni personaggi di spicco di origine bergamasca, affiancato da un appuntamento extra intitolato “Saturday live”, che va in onda il sabato sera in seconda serata e si raddoppia intorno a maggio, con un appuntamento serale anche in lingua inglese.
Sarà come una radio, con le stesse prerogative di tenere compagnia, da una parte e informare dall’altra sugli sviluppi della situazione in divenire.
Si parte, con un formato che a fine marzo è già diventato un classico, con delle dirette dall’account di Instagram della GAMeC e i file verranno poi caricati anche sull’account Youtube del museo e su un canale Soundcloud dedicato.
In prospettiva, gli ideatori si propongono di farlo diventare un programma radio stabile curato dal museo, con una cadenza e un formato che andranno definiti, ma in apertura, a marzo, il progetto intende essere un presidio di resistenza nel momento dell’emergenza, un canale utile a convogliare donazioni all’ospedale di Bergamo Giovanni XXIII e al Fondo di Mutuo Soccorso della Città Di Bergamo, una voce per una riflessione quotidiana sullo stato dell’arte e della cultura in un momento difficile e una voce di speranza per riprendersi il futuro interrotto. Non ha una particolare originalità, in effetti, il formato con cui questo progetto prende forma, ma è importante l’intuizione di voler aprire, come museo, un canale diretto con il pubblico e l’idea di volerlo mantenere, in prospettiva, in formato di radio.
E’ interessante vedere le istituzioni cogliere l’occasione della pausa forzata per ripensare ad alcuni aspetti trascurati in passato e anche per fare alcune riflessioni sullo stato dell’arte, con i protagonisti della scena e con le persone che costituiscono la rete di rapporti privilegiati, con le quali si disegnerà il futuro dell’istituzione ed in particolare ripensare alle modalità con cui si relazionano con l’esterno, dovendo rilevare come i mezzi tradizionali con cui i musei comunicano non siano forse più sufficienti o non sufficientemente efficaci.
Leonardo Merlini è appassionato e studioso di letteratura, soprattutto di letteratura americana e si propone, quindi, di chiudere ogni incontro leggendo una poesia e spesso li aprirà leggendo delle citazioni da importanti saggi e romanzi.
In giugno effettivamente, tenendo fede al proposito di proseguire l’esperimento di filo diretto del museo con il pubblico di appassionati, la radio riprende andando in onda dal vivo da Bergamo, in formato “Radio GAMeC Real Live”, grazie ad un palchetto mobile attrezzato su un’Apecar e ripreso in video perché sia possibile seguire gli incontri anche da Youtube.
* “Don’t Let That Horse…”, da “A Coney Island of the Mind”, Lawrence Ferlinghetti, 1958
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