
“Stiamo entrando in un’epoca di serietà, un nuovo tempo, come in molti lo chiamano in questo numero, dove i valori e gli interrogativi di ieri (l’ecologia, il rispetto del lavoro umano, l’inclusione, l’importanza dello Stato) non saranno più soltanto mete da inseguire ma risultati da mettere sul tavolo”
Simone Marchetti *
Come già visto nel caso di Vogue, l’incertezza e la drammaticità di questo momento trovano un’espressione forte anche in alcuni prodotti editoriali.
Si può dire con ragionevole sicurezza, che insieme al lavoro compiuto da Vogue Italia, le scelte operate da Vanity Fair, in Italia, sono tra i pochi eventi di vero impatto, al di fuori del mondo digitale.
Una delle immagini iconiche che resteranno per sempre scolpite nelle cronache della primavera 2020, è rappresentata dall’opera che viene commissionata da Vanity Fair Italia all’artista Francesco Vezzoli per la copertina del numero di aprile.
A tutta pagina la foto di una tela dipinta con il tricolore italiano, sul quale spicca, al centro, il taglio inequivocabile della serie di tele Concetto spaziale di Lucio Fontana.
Titolo del numero: “#L’Italiasiamonoi”.
Dopo aver già dedicato i numeri di febbraio e marzo 2020 al tema della pandemia, con un ideale messaggio dall’Italia al mondo, nel primo caso ed una celebrazione del personale sanitario nazionale, nell’altro, il numero di aprile è concepito come un manuale di sostegno alle imprese italiane, con numerose interviste a voci autorevoli del mondo della politica, dell’economia, della cultura che forniscano delle visioni sul futuro della nostra società e indicazioni su come affrontare l’emergenza economica e la ripresa del Paese.
L’operazione viene condotta in accordo con l’artista, con la Fondazione Lucio Fontana, con la case d’aste Sotheby’s e con Ebay.
Si unisce all’intento di lanciare un segno forte e un grido di consapevolezza, infatti, la causa benefica di donare il ricavato della vendita all’asta organizzata da Sotheby’s dell’opera originale [l’opera sarà venduta in giugno a un collezionista americano alla cifra straordinaria di 875 mila Euro ndr] ai progetti di ricerca dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico di Milano e ad un fondo per le imprese in difficoltà, nonché quella dell’asta su Ebay di 100 copie con copertina rigida, firmate da Vezzoli, il cui ricavato verrà donato alla Croce Rossa Italiana.
“Per descrivere questa esperienza userei il titolo di un libro di David Foster Wallace: una cosa divertente che non farò mai più”
Paolo Sorrentino

Due mesi dopo, Vanity Fair replica l’hype che già aveva generato con la la commissione dell’opera di Vezzoli, incaricando il regista Paolo Sorrentino della direzione artistica del numero di giugno, intitolato per volere di Sorrentino stesso “Fase 4”.
Un regista e scrittore, cui viene data carta bianca per trattare la rivista come una propria creazione multimediale trasposta su carta stampata.
“Per me la bellezza è tutto ciò che contiene uno sbaglio. E lo sbaglio contiene una forma recondita di bellezza”
Paolo Sorrentino
Racconta Sorrentino, in una divertente intervista a cura di Lorenza Baroncelli per il “Decamerone” della Triennale di Milano, che l’idea è nata in modo estemporaneo, come alternativa alla intervista per il giornale, richiestagli da Malcom Pagani, vicedirettore di Vanity Fair e negata da Paolo Sorrentino con la motivazione di non avere nulla di significativo da raccontare sull’eperienza della quarantena: “Non ho niente da dire neanche nel dirigere il numero di un giornale, ma se bisogna fallire, bisogna in grande; quindi meglio fallire con un intero numero che con un’intervista”.
Determinante l’opportunità che gli si presenta, di poter vedere e fotografare Roma deserta a tutte le ore, come in una versione diurna de “La grande bellezza” e di poter descrivere, come nel film, cose diversissime che lo appassionano, andando a cercare un fil rouge che le unisca.
Ne deriva un tributo all’Italia, descritta, celebrata e immaginata da Sorrentino stesso e da tanti dei personaggi con cui ha lavorato in questi anni, cui è stato chiesto di raccontare la propria esperienza dell’Italia e di immaginare la propria simbolica Fase 4 di riapertura, mentre, come lui, si trovano in quarantena: “un momento onirico ma importante” per raccogliere delle considerazioni sul futuro del Paese, tra il post-lockdown e i primi passi verso la ripresa.
In copertina fenicotteri rosa fotografati di notte in Piazza di Spagna a Roma dal fotografo Alex Majoli e Paolo Sorrentino.
Tra i contenuti, spiccano i contributi prestigiosi di Sharon Stone, Jennifer Lawrence, Willem Dafoe, Christoph Waltz, Jude Law, Wes Anderson, Jane Fonda, John Malkovich, Rachel Weisz e Woody Harrelson che condividono i loro ricordi preferiti del paese; di Alessandro Michele direttore creativo di Gucci, in dialogo con Achille Lauro sul potere della bellezza nella cultura di oggi; di Isabella Rossellini che racconta dei propri genitori, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, e della carriera; un’intervista a Paolo Conte – sogno nel cassetto di Sorrentino – per sua stessa ammissione; un’opera originale commissionata a Marina Abramović.
* Simone Marchetti, direttore Vanity Fair Italia, editoriale aprile 2020
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